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L'AUTORE
Fabrizio Tassi

Una vita alla rivista Cineforum, ma anche Redness, Micromega, FilmTv.
E poi i corsi di cinema e i festival, anche un film e un romanzo.
“Cammina, medita, scrive”.
Un ritratto sintetico, e romantico, suonerebbe così. Ma oltre alla poesia c'è la prosa, e quindi il lavoro come critico cinematografico e giornalista, come scrittore e operatore culturale, direttore di riviste (di nicchia) e di (piccoli) festival, docente di cinema e conferenziere.
Nato nel 1972 ad Abbiategrasso, in provincia di Milano, Fabrizio Tassi vive tuttora tra le campagne e i boschi del Ticino, dove trascorre buona parte del suo tempo, spesso in cammino (un'altra buonissima parte è riservata all'amata famiglia-tribù).
La sua “carriera” nel mondo del cinema è legata alla mitica rivista Cineforum, in cui è entrato a 25 anni (grazie a Sandro Zambetti), come sono 25 gli anni di collaborazione con il mensile, prima come critico e redattore, poi come creatore e caporedattore della versione web (Cineforum.it), vicedirettore di Adriano Piccardi e infine direttore editoriale, accompagnando la rinascita post-Covid della rivista e l'arrivo di Emanuela Martini.
Ha ideato e diretto anche la rivista mensile Redness, che univa cultura e spiritualità, arte e ambiente, rigorosamente libera e senza pubblicità.
Segue da trent'anni, come inviato, i festival cinematografici di Cannes e Venezia, e collabora come critico con varie riviste, soprattutto Micromega e FilmTv. Nella sua storia giornalistica però ci sono anche pubbicazioni locali come la Libertà (giornale di casa sua, di cui ha curato le pagine culturali per quindici anni), e La Voce dei Navigli (di cui è stato direttore responsabile per cinque anni).
Ha organizzato decine di eventi culturali, seminari, corsi per scuole (medie e superiori), enti e sale cinematografiche, per lo più su commissione, collaborando anche con la Biennale di Venezia (per l'ideazione della sigla 2012-2017 del festival cinematografico, firmata Simone Massi, e la personale a lui dedicata). Ha diretto il Tabù Festival (filosofia, teatro, musica, arte, in provincia di Milano) e Aquerò, lo spirito del cinema, festival del “cinema spirituale”, organizzato dall'Acec e ospitato al San Fedele di Milano.
Uno speciale rapporto di affetto lo lega a realtà locali come il Nuovo di Magenta (dove ha portato autori come Amelio e Frammartino, Green e Cavalier, Andò, Pif e Delbono), l'associazione abbiatense “Tutta colpa di Ipazia” (quanti corsi e cineforum!), il “Cinema in Cascina” di AltroveQui (quanti film presentati tra stalle e balle di fieno!) e soprattutto “Reverì” (quante giornate passate a parlare di cinema!).
Organizza corsi-seminari di cinema per realtà (amatissime) come il Rosebud di Reggio Emilia o Il Cinema del Carbone di Mantova, per cineteche e festival (il Bfm di Bergamo, ad esempio).
L'incontro con il disegnatore Simone Massi ha prodotto un libro (Nuvole e mani, per Minimum Fax), la sigla della Mostra internazionale dell'arte cinematografica di Venezia e il film Animata resistenza di Girotto e Montagnier, che ha aiutato a farsi conoscere (nelle vesti di co-produttore) e che ha vinto il Leone come Miglior documentario sul cinema nel 2015.
Ha scritto opere teatrali, racconti (pubblicati da Micromega) e vari libri, tra cui AmeriKa! (per Di Salvo Editore), il diario filosofico Come il volo lontano degli uccelli nella pace della sera (per l'editore Gilgamesh), Il nuovo mondo (che raccoglie alcune sue lezioni di cinema) e Tutto risplende. Il cinema e il senso della vita (la sua visione di cinema, il suo modo di guardare un film). Nel 2025 ha pubblicato anche un romanzo, La felicità, probabilmente (Infinito Edizioni).
Nel 2022 ha scritto e diretto un film, insieme a un gruppo di liceali, sul tema della memoria (Auschwitz), girato tra l'Italia e la Polonia, ispirato a una poesia di Paul Celan: Nero Latte (visibile in streaming sulla piattaforma indipendente OpenDDB).
Vanta anche un'apparizione, come attore (si fa per dire), nella prima sequenza di “Hammamet”, dovuta all'amicizia e alla stima che lo lega a Gianni Amelio.
Di formazione filosofica (poco accademica), ama il pensiero orientale e la mistica occidentale, pratica e insegna meditazione, fugge in montagna appena può.




Con Ermanno Olmi ai tempi
di “Terra Madre” (2009)
Presentando la prima edizione
del festival “Aquerò” a Milano
“Cinema in cascina”, tra balle di fieno e ottimi film
Con Gianni Amelio , a casa di Bellocchio, il Bobbio Festival




Aperitivo agricolo, comunità, presentazione e film
Amata Venezia (davanti al Palazzo del Cinema)
Presentazione ad Aquerò del film “Voci dal silenzio”
Amata Cannes (sulla mitica Montées des Marches)




Con l'amico Gianni Mereghetti
al festival Aquerò
Corso al Rosebud, tempio del cinema a Reggio Emilia
Sala piena al Rosebud, prima di una lezione
“Questa terra è la mia terra”, assaggi di cinema di AltroveQui




Con Scamarcio, al San Fedele di Milano, per Aquerò
Presentando un film in un ex fienile, votato alla cultura
Con Giuseppe Gaudino, davanti gli affreschi dell'Annunciata
Con Michele Placido, al festival di Venezia




Al Cinema del Carbone di Mantova, altro luogo del cuore
Presentando all'Anteo Roberta Torre e Sonia Bergamasco
Con Simone Massi, prima di un workshop al festival di Pesaro
Lezione virtuale, immergendosi nel cinema di Malick