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LO SGUARDO

Come fosse

la prima volta

Il (buon) cinema ci insegna a guardare. A vivere la realtà con stupore, consapevolezza, incanto.

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Per capire il linguaggio del cinema, ma anche per scoprire la sua misteriosa capacità di mostrare l'invisibile. 

Sì, il cinema è anche industria e intrattenimento. Ma a noi interessa il cinema che insegna a capire la differenza tra guardare e vedere per davvero. Non il guardare sonnambolico, fondato sull'abitudine e il pregiudizio, che caratterizza gran parte della nostra vita mentale. Ma il vedere consapevole, presenti nell'atto del guardare, come fosse sempre la prima volta, con stupore e meraviglia, con passione e spirito critico. 

Il (buon) cinema allena lo sguardo e la sensibilità, aiuta a risvegliarci a un modo diverso di stare nel mondo, più presenti, consapevoli. Il cinema “cattivo” invece acceca, perché falsifica, banalizza la realtà.

 

Lo spettatore consapevole ama uscire da se stesso (o entrarci più a fondo) per guardare la realtà con gli occhi di un altro, da un punto di vista sempre diverso. Perché ogni stile è un modo di vedere e rappresentare il mondo. Una metafisica. 

 

In questo sito troverete approfondimenti critici e recensioni d'occasione, interviste ai protagonisti, analisi di sequenze, articoli scritti per riviste, giornali, volumi collettivi, ma anche testi inediti, fondati sull'amore per il cinema come strumento per allenare la consapevolezza e l'incanto. 

 

Qui si va alla ricerca di un certo modo di guardare la realtà e di raccontarla. Muovendosi tra i vari linguaggi del cinema, gli stili, le forme, alla ricerca di uno sguardo che sia sempre più libero, profondo, ispirato, innamorato.

Film che ci insegnano a guardare. 

Non tanto il cinema come fatto culturale, a cui riservare una dedizione museale, ma come esperienza – idea, emozione, rivelazione. 

Film che ci allenano a vedere meglio, più lontano, più in profondità. Capaci di mostrarci anche l'invisibile.

 

Ecco da dove nasce questo sito, che raccoglie recensioni, saggi, analisi, interviste, ma anche lezioni di cinema. 

I film non sono certo un rebus da decifrare - si rischia di tradire la forza poetica delle sue immagini - ma il cinema ha un suo linguaggio che bisogna conoscere, se si vuole vivere, capire davvero, e goderne in profondità.

Spettatori non si nasce ma si diventa, allenando lo sguardo. Si diventa spettatori critici, curiosi, consapevoli. Spettatori felici. L'esatto contrario di ciò che accade quando il consumo è passivo e distratto.

 

“L'arte di guardare un film” richiede tecnica e intuizione. Bisogna padroneggiare, almeno un po', la grammatica e la sintassi del cinema. Ma va allenata anche la capacità di ascolto (magico) e, perché no, di abbandono (mistico). Il linguaggio del cinema, il suo specifico modo di veicolare emozioni e significati, supera (precede) tutto ciò che possiamo dirne razionalmente.