Pioggia di luglio (1967)

27/11/2020 00:00

Fabrizio Tassi

Re-visioni, marlen-khutsiev,

Pioggia di luglio (1967)

Vertov incontra Godard, in questa superba opera sovietica di Marlen Khutsiev, ritratto di una generazione post-stalinista malinconica e strampalata.

 

 

 

Vertov incontra Godard, in questa superba opera sovietica di Marlen Khutsiev sospesa in una malinconia strampalata e struggente.

 

 

 

Stalin non c'è più e Mosca sembra Parigi. Vertov incontra Godard, i giovani sovietici galleggiano dentro un tempo sospeso, l'ebrezza triste di un inedito individualismo, e Marlen Khutsiev insegue un ragazza bionda che inevitabilmente riporta alla memoria Monica Vitti (ma il regista georgiano diceva che il suo era “realismo lirico”, «non ha niente a che fare con Antonioni»). In realtà Stalin non c'era già da un bel po', e se n'era andato pure Krusciov, il simbolo della destalinizzazione dell'Urss (e pure dell'estetica del realismo socialista) (…)  Il regista georgiano nel '66 si era unito a tutti quelli che chiedevano a Breznev di non riabilitare Stalin. Era tornato il "gelo", e la disillusione.

pioggia-di-lgulio-2.jpeg

Ma tutto questo è solo storia e contesto. Ciò che conta è che questa pellicola sovietica del 1967 è un'opera superba, un film poetico e politico, pieno di idee cinematografiche e di momenti magicamente strampalati, struggente a modo suo ma sempre lucido, melanconico e pure metafisico. Il restauro ci restituisce un'opera somma, proprio per la sua suggestiva indeterminatezza, la sua modernità sbilenca, che ha già assorbito tutto il nuovo che sta accadendo negli anni Sessanta (la protesta, la provocazione), lo innesta nel grande cinema sovietico sperimentale (la mitologia fondativa, a cui peraltro si rifaceva in parte quella protesta) e ne ricava una feconda frizione - nella forma oltre che nel contenuto – tra ciò che c'era e ciò che c'è (e ci sarà) (…)

Questa generazione che è già post-sovietica, ma in un certo senso è ancora pre-moderna, vive la sua Vie en rose (sì, c'è anche questa nel juke boxe), da una festa in casa a un pic nic nel bosco e le chiacchiere intorno a un falò, dove un uomo, uno che canta bellissime e tristissime canzoni alla chitarra, rievoca un campo di lillà, circondato dalle mine e dai carri armati. (…)

tuttoRisplende

Contattami

Email: mail@flazio.com

Tel: 1234567890


whatsapp

@flazio.com