Un film superbo di Bi Gan, che comincia in 2D e finisce in 3D, fatto di immagini che hanno la consistenza del sogno.
Tra i film più superbi – nel doppio senso della parola – visti negli ultimi anni (dopo la presentazione due anni fa al Certain regard di Cannes), c’è l’opera seconda del cinese Gan Bi, molto atteso, visto l’interesse suscitato dal suo Kali Blues (2016).
Superbo dal punto di vista visivo, tra i più potenti in assoluto se guardiamo alla fascinazione prodotta dalle sue immagini, alla costruzione dell’inquadratura, alla padronanza tecnica ai limiti del virtuosismo di un film che comincia in 2D e finisce in 3D, con un piano sequenza interminabile (55 minuti).
Superbo per le ambizioni esagerate (dice qualcuno), per l’altissima coscienza del proprio talento (troppa la coscienza o tanto il talento?), per la scrittura talmente rarefatta da risultare ermetica.
Superbo, se vogliamo, già nella scelta del titolo, che in originale suona come Ultimi crepuscoli sulla terra (Bolaño) e che nella versione internazionale diventa Un grande viaggio verso la notte (O’Neill). Funzionano entrambi, in effetti, anzi, sembrano quasi indicare i due volti del film.

Il primo è un puzzle senza soluzioni (…) Immagini che hanno la consistenza del sogno, notturne per lo più, dense, fisse, oppure caratterizzate da un movimento della mdp così lento da apparire liturgico, come a voler forzare la curiosità dello spettatore dentro un altro spazio e un altro tempo (un non-tempo privo di coordinate spaziali), come a voler concentrare la sua attenzione sulla qualità della fascinazione, sulla visione (…)
Il secondo, totalmente immersivo, comincia dentro un cinema e costringe lo spettatore a indossare gli occhialini 3D, come fa Lou Hongwu, il protagonista del film, per inabissarsi insieme a lui nella notte della memoria (…)
In fondo il cinema è quel luogo in cui davvero l’effimero può aspirare all’eternità (“risolvendo”, poeticamente, magicamente, l’antinomia tra l’orologio-tempo e il fuoco d’artificio). Qui il passato e il futuro possono trovare il loro compimento nel presente, nella consapevolezza del presente, nella visione che dentro il presente vede il tempo per intero.
La recensione completa su Cineforum: https://cineforum.it/recensione/Un-lungo-viaggio-nella-notte
