Mission: Impossible - Rogue Nation

21/08/2015 00:00

Fabrizio Tassi

Recensioni, tom-cruise, christopher-mcquarrie,

Mission: Impossible - Rogue Nation

L'autore è l'attore. Il mondo è un gran casino, ma Tom Cruise ci vede scientologicamente chiaro e alla fine vince, come sempre. Uno spettacolo spettacolare.

 

 

 

L'autore è l'attore. Il mondo è un gran casino, ma Tom Cruise ci vede scientologicamente chiaro e alla fine vince, come sempre. Uno spettacolo spettacolare.

 

 

 

Il mondo è un gran casino. Terroristi, politici corrotti dai terroristi, ex agenti dei servizi segreti diventati terroristi. Chi governa non ci capisce granché (i capi di Stato qui passano da una serata all’opera a un’asta benefica, da un attentato all’altro). Meno male che c’è Ethan Hunt, l’unico a vederci scientologicamente chiaro. Lui crede in se stesso e nei suoi amici, e tanto basta. Crede nei suoi umanissimi super-poteri. Si può anche permettere di inciampare e farsi sbatacchiare qua e là, di perdere la vita e resuscitare, di apparire basso, perso, pazzo. Tanto alla fine vince lui.

Vince Tom Cruise, che ormai non deve neanche più far finta di affidarsi a un autore (a uno stile) per nobilitare l’impresa. L’autore è l’attore, col suo fisico bestiale, la sua autoironia, il magnetismo inespressivo, l’eterna giovinezza, l’ebbrezza dell’uomo solo contro tutti.

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Lui ama senza smancerie e volgarità sensuali, dentro l’azione, correndo, nuotando, saltando, sparando. Ecco l’aspetto più originale e interessante dell’ultimo Mission: Impossibile. Il rapporto tra Ethan Hunt e il suo doppio femminile, Ilsa Faust (!), in un gioco di sguardi e di corpi intrecciati, di inquadrature troppo strette per starci entrambi, salvo poi danzare abbracciati come un unico essere quando si arriva alla sfida finale con il Male.

Lei ha capito che “sono tutti uguali”. È la sua (di Ethan) tentazione di libertà e felicità, a costo di rinunciare alla “responsabilità”. Lui invece continua a crederci (a cosa? Boh) e a spostarsi con disinvoltura da una parte all’altra del pianeta, sapendo che il mondo è solo un’illusione, un set cinematografico, su cui si muovono entità malefiche segrete (il Sindacato), eroi pronti a tutto per svelare la Verità, attori che non hanno bisogno di trucchi digitali per imbastire uno spettacolo spettacolare (…)

Recensione completa su Cineforum: https://cineforum.it/recensione/L_autore_e_l_attore

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