In ogni istante

06/06/2020 00:00

Fabrizio Tassi

Recensioni, nicolas-philibert,

In ogni istante

È come guardi che fa la differenza. Ce lo insegna, ancora una volta, Nicolas Philibert, immergendosi nella realtà di una scuola per infermieri.

 

 

 

È come guardi che fa la differenza. Ce lo insegna, ancora una volta, Nicolas Philibert, immergendosi nella realtà di una scuola per infermieri.

 

 

 

È come guardi che fa la differenza.

Te ne accorgi quando a guardare è uno come Nicolas Philibert, che se ne sta lì, in mezzo alla realtà, aspettando che si manifesti, semplicemente. Detto così, forse, suona un po' astratto e teorico, ma se lo guardi (appunto) capisci subito dove sta la differenza. Non tanto tra la fiction e il doc, la “manipolazione” e la “registrazione”, quanto tra l'attitudine di chi mette in scena un'idea, un'interpretazione del reale, e chi invece si mette al suo servizio, quasi chiedendo scusa per il fastidio di quella camera accesa, dopo un lungo rapporto di amicizia e complicità (un anno insieme, ad esempio, giorno dopo giorno, per abituarsi alla convivenza), da cui si sviluppa la fiducia reciproca e l'intimità necessaria a vedere/mostrare la verità di quella cosa (…)

Una scuola per infermieri. L'Institut de Formation en Soins Infirmiers, dove tanti giovani imparano un'arte (non solo un mestiere) particolarmente difficile, quella della cura, che comporta conoscenze tecniche ed empatia, coraggio e spirito di sacrificio (…)

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Sì, perché se questo cinema è (apparentemente) semplice, se il suo scopo principale è quello di scomparire dentro la realtà per illuminarla dall'interno, e farcela vedere meglio, l'idea di fondo è tutt'altro che evidente o banale. Vedi la struttura tripartita, segnata da frasi tratte da una raccolta di poesie di Yves Bonnefoy, Du mouvement et de l’immobilité de Douve. Il tema della raccolta? La morte. La presa di coscienza. La poesia non come fuga in un assoluto consolatorio, ma come immersione nel reale, che è anche e soprattutto morte e trasformazione (…)

Quando ci si ferma alla superficie delle cose, è facile farsi incantare o sviare dalle mille differenze culturali, caratteriali, linguistiche, fisiche, esistenziali. Ma un po' più sotto (non così tanto, basta una ferita a ricordarcelo, un mancamento, un dubbio del tipo “ci sarò ancora domani?”) c'è la sostanza dell'umano (…)

La regola fondamentale da ricordare, per chi vuole diventare un infermiere: ogni essere umano è uguale all'altro, “a prescindere da origini, usanze, situazione sociale e familiare, credenze religiose, handicap, stato di salute, sesso, reputazione, situazione della previdenza sociale”. La dignità dell'essere umano sempre e comunque. Nella vita e nella morte. Nella cura.

Recensione completa su Cineforum: https://cineforum.it/recensione/In-ogni-istante

 

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