Il cinema-diario di Agnès Varda è sempre più libero, vero, vitale. Qui la sua leggerezza e la sua grazia incontrano lo sguardo di JR, in giro per la Francia.
La meravigliosa libertà di Agnès Varda! La sua sincerità commovente. La leggerezza e l’allegria con cui fa cinema, e poesia, e memoria. Qui la questione non è mettere in scena una storia o un’idea, non si tratta di trasformare in film un soggetto, un progetto, una qualche morale o messaggio all’umanità. Il cinema ormai aderisce al suo corpo e ai suoi pensieri, sembra nascere mentre lo guardiamo (lo viviamo insieme a lei), è un’invenzione continua, che crea le sue regole in corso d’opera, reinventandosi instancabilmente, lasciandosi andare alla deriva delle digressioni (è un film che si diverte a smentire se stesso).
Stavolta si parte dall’incontro con l’artista JR, “fotografo di strada”, autore di gigantesche immagini che diventano murales. E il cinema-diario della Varda, che è vivo, vitale, mobile, malleabile, si lascia contaminare, dialogando (alla pari) con la sua arte e il suo strumento prediletto (d’altra parte lui è un fotografo che ha fatto anche un film e lei è una cineasta che ama la fotografia).

Ed ecco un viaggio attraverso la Francia, utilizzando un camion che è un occhio che guarda, una macchina fotografica con le ruote (sviluppa gigantografie partorite da una fessura sul fianco). Ed ecco una nuova occasione per incontrare luoghi e storie, per testimoniare la vita semplice di persone e comunità che resistono (…)
In questo film nomade, rapsodico, pieno di immaginazione, capita di commuoversi fino alle lacrime, insieme alla signora che non vuole abbandonare la sua casa, dentro l’epopea dei minatori nel nord della Francia. Capita di ballare e di cantare, di ridere insieme ai due amici artisti che si prendono in giro e si vogliono bene. Capita di rimanere ammirati dal modo in cui dialogano luoghi, volti, fotografie.
Siamo dalle parti del magnifico Les Plages d’Agnès, dentro quella grazia e tenerezza. Di fronte a questo cinema, tutto il resto diventa improvvisamente grigio, arido, artificiale.
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